a cosa serve la clausura??
pensiamo alle radici dell'albero
mercoledì 22 dicembre 2010
sabato 5 giugno 2010
FESTA DELLA REPUBBLICA 2-6-10
mapi la vede così
un concerto buono, il posto è un po' caldo, l'acustica certamente buona, qualche errore ma niente di disastroso, forse curerei di più la parte riguardante il tema della festa appunto FESTA della Repubblica, il Sig. sindaco ha chiesto di ripetere l'Inno di Mameli, spero che il prossimo anno faccia delle richieste o consigli gli argomenti legati al tema della Festa, la partecipazione delle scuole è importante ma cade nella ripetizione, la partecipazione del pubblico è sempre buona
un concerto buono, il posto è un po' caldo, l'acustica certamente buona, qualche errore ma niente di disastroso, forse curerei di più la parte riguardante il tema della festa appunto FESTA della Repubblica, il Sig. sindaco ha chiesto di ripetere l'Inno di Mameli, spero che il prossimo anno faccia delle richieste o consigli gli argomenti legati al tema della Festa, la partecipazione delle scuole è importante ma cade nella ripetizione, la partecipazione del pubblico è sempre buona
domenica 9 maggio 2010
RADUNO NAZ. 2010 ALPINI BERGAMO
venerdì 19 marzo 2010
STORIE DI UNA VOLTA - Google Documenti
leggendo su "La Fiamma" la storia di un premio per -LA SPOSA MODELLO - premio conferito a Merano il 25-04-55 mi è nato il confronto con i premi di oggi a trasmissioni, o quei settimanali che ....... raccontano ????
STORIE DI UNA VOLTA - Google Documenti
STORIE DI UNA VOLTA - Google Documenti
martedì 23 febbraio 2010
Laogai - Wikipedia
come il decantato sistema cinese riesce a competere sul mercato globale col LAVORO FORZATO
Laogai - Wikipedia: "Laogai
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
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Distribuzione dei Laogai in Cina dal libro Laogai. I Gulag di Mao Zedong di Harry Wu
Il termine laogai (勞改, abbreviazione di laodong gaizao, 勞動改造, in cinese 'riforma attraverso il lavoro') si riferisce, propriamente, ad una particolare forma di lavoro forzato della Repubblica Popolare Cinese. Il termine è anche usato in modo generalizzato per indicare le diverse forme di lavoro forzato previste dal sistema giuridico e carcerario cinese, che include anche il laojiao ('rieducazione attraverso il lavoro') e il jiuye (letteralmente 'personale addetto al lavoro forzato', ma viene da alcuni considerato una forma indiretta di reclusione). Lo stesso termine laogai, in senso invece restrittivo, viene talvolta usato per indicare un campo da lavoro.
Le condizioni di vita dei forzati e il loro impiego come forza lavoro sono spesso indicati come lesivi dei diritti umani. A questo proposito occorre tener presente che la Convenzione 105[1] dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (ONU) del 25 giugno 1957 che chiede l'abolizione della condanna ai lavori forzati non è mai stata ratificata dalla Cina[2].
Diverse fonti sostengono che nei campi di lavoro vengano comunemente applicati la tortura, la rieducazione politica e che vi sia un alto grado di mortalità dei prigionieri riconducibile a maltrattamenti di vario tipo[3]. È anche altamente controverso il tema dell'uso che il governo cinese fa della manodopera a costo quasi nullo costituita dai carcerati, che secondo alcune fonti sarebbero sottoposti a ritmi di lavoro disumani e al limite dello schiavismo[senza fonte]. Documenti di condanna del sistema dei laogai sono stati prodotti da diversi governi e parlamenti (vedi paragrafo Denunce politiche internazionali).
Denunce molto gravi sono riportate anche nelle opere di Harry Wu (un dissidente cinese che ha passato molti anni in queste carceri, per poi fuggire negli Stati Uniti) e da altri dissidenti ed ex prigionieri. Tali denunce riguardano anche crimini come il traffico di organi dei reclusi.[4]"
Laogai - Wikipedia: "Laogai
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Distribuzione dei Laogai in Cina dal libro Laogai. I Gulag di Mao Zedong di Harry Wu
Il termine laogai (勞改, abbreviazione di laodong gaizao, 勞動改造, in cinese 'riforma attraverso il lavoro') si riferisce, propriamente, ad una particolare forma di lavoro forzato della Repubblica Popolare Cinese. Il termine è anche usato in modo generalizzato per indicare le diverse forme di lavoro forzato previste dal sistema giuridico e carcerario cinese, che include anche il laojiao ('rieducazione attraverso il lavoro') e il jiuye (letteralmente 'personale addetto al lavoro forzato', ma viene da alcuni considerato una forma indiretta di reclusione). Lo stesso termine laogai, in senso invece restrittivo, viene talvolta usato per indicare un campo da lavoro.
Le condizioni di vita dei forzati e il loro impiego come forza lavoro sono spesso indicati come lesivi dei diritti umani. A questo proposito occorre tener presente che la Convenzione 105[1] dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (ONU) del 25 giugno 1957 che chiede l'abolizione della condanna ai lavori forzati non è mai stata ratificata dalla Cina[2].
Diverse fonti sostengono che nei campi di lavoro vengano comunemente applicati la tortura, la rieducazione politica e che vi sia un alto grado di mortalità dei prigionieri riconducibile a maltrattamenti di vario tipo[3]. È anche altamente controverso il tema dell'uso che il governo cinese fa della manodopera a costo quasi nullo costituita dai carcerati, che secondo alcune fonti sarebbero sottoposti a ritmi di lavoro disumani e al limite dello schiavismo[senza fonte]. Documenti di condanna del sistema dei laogai sono stati prodotti da diversi governi e parlamenti (vedi paragrafo Denunce politiche internazionali).
Denunce molto gravi sono riportate anche nelle opere di Harry Wu (un dissidente cinese che ha passato molti anni in queste carceri, per poi fuggire negli Stati Uniti) e da altri dissidenti ed ex prigionieri. Tali denunce riguardano anche crimini come il traffico di organi dei reclusi.[4]"
lunedì 15 febbraio 2010
mercoledì 27 gennaio 2010
M.REV. don Carlo GIUSSANI
In silenzio come nel suo modo di essere esenziale, profondo, competente, appassionato, coerente a quello insegnava e che scriveva; con la FEDE e la gioa di ritornare AL PADRE il "Fratello " don Carlo ha lasciato un grande vuoto nell'intelligenza della comunità. Se nè andato dal mondo in una giornata incredibilmente fredda, come alla sua entrata in parrocchia "1954", indubbiamente per la mia generazione è il nostro Parroco; ci ha aiutato nell'adolescenza, sposati, battezzato i ns. figli, l'estrema unzione ai nostri genitori; ci ha rimproverarati, spronati, consigliati, con lui era un'onore confrontarsi e rimaneva importante "ul parer dal Curaat"
adesso mi permetto un CIAO don CARLO spero in un arrivederci
adesso mi permetto un CIAO don CARLO spero in un arrivederci
vocaboli dialetto albese - Google Documenti
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una raccolta di termini dialettali albesini, per aggiunte o correzione nel commento aggiungere l'e-mail contattare, grazie
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