giovedì 25 giugno 2020

cartella collezione2020

"Fate rientrare in Italia una biellese malata bloccata al Cairo": anche Salvini si mobilita

 

«Una nostra connazionale è ricoverata da settimane in Egitto e ora si trova in un ospedale del Cairo. Vorrebbe tornare in Italia: da tempo la Lega segue la vicenda con grande attenzione e questa mattina ho chiesto ulteriori chiarimenti alla Farnesina. L'obiettivo è riportarla a casa il prima possibile». Anche il leader della Lega, Matteo Salvini, si mobilita per Mara Gangini, 66 anni, biellese, bloccata in Egitto dove alla fine di novembre era andata a trovare i figli che vivono lì.  

«Doveva rientrare in Italia i primi di aprile,ma le hanno cancellato il volo (causa Covid) – ha spiegato su Facebook la figlia Monica -. Successivamente, visto che la situazione in Italia era ancora instabile e qui c'erano pochissimi contagi, abbiamo deciso di attendere, anche perché i voli speciali di rimpatrio avevano costi elevati (mia mamma è pensionata e non lavora in Egitto)». Poi, però, Mara Gangini ha cominciato a non stare bene: «Da un giorno all'altro sono comparsi nausea e febbre – aggiunge sempre la figlia -, che nei giorni successivi l hanno portata a peggiorare con gonfiori agli arti. La causa ad oggi è sconosciuta. L'abbiamo ricoverata domenica 7 giugno al Nile Hospital di Hurghada. Il giorno successivo visto l'aggravarsi della situazione è stata spostata in terapia intensiva e dopo esattamente 11 giorni, tra esami di ogni genere, abbiamo deciso di trasportarla urgentemente all'ospedale italiano del Cairo, perché stava peggiorando di ora in ora. E' comunque risultata negativa al Test Covid per ben 2 volte». La prima a raccogliere l'appello dei familiari della donna di Andorno Micca è stata la deputata leghista biellese Cristina Patelli, che in una nota ha denunciato: «Ancora una volta le Istituzioni abbandonano da 3 mesi una cittadina italiana al proprio destino in Egitto».

 

 

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sabato 20 giugno 2020

Foto opinionisti

domenica 14 giugno 2020

Bolsonaro nega il coronavirus ma il Brasile non sa più dove seppellire i morti

A San Paolo riesumate decine di tombe più vecchie di tre anni per far posto alle vittime del Covid. Favela di Rio allo stremo, le comunità religiose stanno con il presidente: «Dio ci proteggerà» https://www.lastampa.it/topnews/primo-piano/2020/06/14/news/bolsonaro-nega-il-coronavirus-ma-il-brasile-non-sa-piu-dove-seppellire-i-morti-1.38964378

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venerdì 12 giugno 2020

In bilico tra democrazia e fascismo: effetto virus sulla politica mondiale

Il Covid è il più grande stress-test degli ultimi anni per i governi, sopravvive chi ha Stati funzionanti e consenso sociale Tra diseguaglianze e demagogia, crescerà l'indignazione popolare. È una grande occasione per i leader competenti  https://www.lastampa.it/topnews/primo-piano/2020/06/12/news/in-bilico-tra-democrazia-e-fascismo-effetto-virus-sulla-politica-mondiale-1.38956580

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sabato 6 giugno 2020

pietas

La burocrazia terrificante e quella pietas svenduta

La burocrazia terrificante e quella pietas svenduta

Medici in prima linea, medici fine turno mai, infermieri con i segni della mascherina tatuati sul volto, stimmate indelebili nella memoria collettiva di un'emergenza che ci ha insegnato tanto, ma purtroppo non abbastanza.

Non abbastanza, se ad Aosta una bimba viene portata ripetutamente in ospedale con sintomi influenzali e viene dimessa senza opportuni accertamenti, se dopo qualche giorno la piccola entra in coma e non si risveglia più, se in seguito arriva ai genitori un sollecito di pagamento di 30 euro per prestazioni non urgenti al Pronto soccorso. Se una storia come questa è possibile, allora non abbiamo imparato proprio nulla.

Nulla sull'umanità, nulla sul rispetto, nulla sull'essere solidali. I genitori della bambina, increduli, hanno dichiarato che quel sollecito è stato come una «pugnalata alle spalle». Una pugnalata, certo, ma non solo per loro, perché quella comunicazione terrificante e inopportuna va a colpire anche tutti quei medici, quegli infermieri, i che di fronte all'emergenza hanno dimenticato orari, burocrazia e retribuzione e si sono gettati nella battaglia, a costo talvolta della vita. Abbiamo sentito dire da più parti che quello che abbiamo vissuto ci ha cambiati in meglio, che «niente tornerà più come prima». Forse non è così: forse invece il virus ha solo elevato a potenza quello che già eravamo: ha reso eroici i generosi e meschini i gretti e, in ogni caso, non ha sanificato l'ambiente in cui tutti viviamo dal peggiore dei virus, quello dell'indifferenza. Si diventa migliori, probabilmente, non dopo una grande paura, ma dopo una attenta riflessione: su quanto è stato importante il sistema sanitario e quanto bisognerà investirci da qui in avanti; su quanto una burocrazia terrificante crei continui inciampi tra il malato e la sua guarigione; su quanto l'umanità e la disponibilità di chi lavora in un ospedale sia fondamentale per il paziente, al pari e forse più di una medicina.

Nella lingua latina esiste una parola che è stata ereditata dalla nostra, ma con significato differente. Gli antichi romani diedero un nome al valore che ritenevano più alto per un essere umano, e quella parola era pietas. La pietas era nel mondo latino l'insieme dei doveri morali che un uomo ha verso gli uomini, la partecipazione emotiva alle sventure altrui, nella convinzione che non siano mai tanto dissimili dalle nostre, il rispetto per il dolore di un altro essere umano.

La Pietas, che era rappresentata anche sulle monete, aveva come suo emblema una cicogna, perché questo animale era considerato molto premuroso verso i suoi simili ed è per questo che ancora oggi viene associata alla nascita di una nuova vita.

Certo, a volte è difficile imparare dal presente, che va ancora compreso e metabolizzato in tutta la sua complessità. Più agevole, probabilmente, prendere spunto dal passato e immaginare che quella stessa cicogna, cultrice della pietas, abbia potuto accompagnare e proteggere la piccola bimba di Aosta nel suo ultimo viaggio.

 

 

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mercoledì 3 giugno 2020

Post 2.6



Copio e condivido.

Il pensiero di Igor Taruffi Consigliere regionale di Emilia-Romagna Coraggiosa • Ecologista e progressista sulle irresponsabili manifestazioni di piazza organizzate dalla destra. Una profonda riflessione politica.

"La manifestazione organizzata oggi a Roma da Lega e Fratelli d'Italia è davvero emblematica.
Dell'irresponsabilità, della superficialità e della cialtroneria di chi guida la destra italiana.
Ma non solo.
Perchè descrive bene alcune delle caratteristiche di fondo da cui la destra di questo Paese non si è mai emancipata in oltre 70 anni di vita repubblicana.
Sono cambiati nomi, sigle, interpreti ma in un certo qual modo la destra italiana non è mai cambiata.
E non sono mai cambiate le pulsioni profonde che l'hanno guidata.

A partire dalla prima e più importante.
Il disprezzo per i simboli della Repubblica.
Fossero il 25 aprile, mai riconosciuta come festa nazionale; 
l'Unità nazionale, cui si è più volte tentato di mettere mano;
la Costituzione repubblicana e antifascista, sempre considerata strumento di parte e non di tutti.
Da oggi anche il 2 giugno.
Festa che nessuno aveva mai strumentalizzato.

Il disprezzo per i simboli della Repubblica.
Ma anche e soprattutto delle regole.
Che la destra in Italia ha sempre incoraggiato ad aggirare, evadere, eludere.
Sempre in nome della libertà.
Di non pagare le tasse.
Della legittima difesa.
Dell'iniziativa privata senza responsabilità sociale.
Di chi antepone sempre e comunque l'interesse personale a tutto il resto.

Perché oltrepassare le regole che stanno alla base del vivere civile è facilissimo.
Basta un semplice me ne frego!
Dispiace constatarlo ma in fondo siamo sempre e solo lì".

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